Mese: aprile 2013

Malattia e Reato: chi abusa è diverso da noi?

Troppe volte sentiamo dire: questi pedofili sono pazzi, malati, mostri. Non ne vogliamo parlare come per allontanare il più possibile quell’ombra, o ancor peggio vorremmo pensare a loro come se non fossero esseri umani come noi.

Al di là della pedofilia come disturbo del desiderio sessuale, chi abusa di un minore lo sceglie. Compie un atto volontario che non può essere assolutamente giustificato dal suo disturbo.

Quell’essere umano decide liberamente di togliere l’innocenza ad una bambina o ad un bambino.

Non mettiamo la testa sotto la sabbia.

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Pedofilia, arrestato un prete a Verbania: l’accusa è di abusi sessuali su minori

Don Marco Rasia, 44 anni, prestava servizio nella parrocchia di Omegna. Secondo la Procura di Novara avrebbe commesso il reato quando viveva a Castelletto Ticino, in Piemonte. Di recente il religioso aveva chiesto e ottenuto dal vescovo, monsignor Franco Giulio Brambilla, un periodo di distacco dagli impegni pastorali

Un altro sacerdote finisce in manette con l’accusa di pedofilia. Si tratta di don Marco Rasia, 44 anni, coadiutore della parrocchia di Omegna (Verbania). Il prete, secondo l’accusa formulata dalla Procura di Novara, avrebbe commesso abusi sessuali su minori quando prestava servizio nella parrocchia di Castelletto Ticino. L’arresto è stato eseguito dalla squadra mobile sabato mattina, ma è stato reso noto soltanto in giornata, dopo che la diocesi di Novara in un comunicato ha espresso “sorpresa, sgomento e tristezza” per l’arresto del sacerdote e, in attesa degli sviluppi della vicenda, ha garantito la “massima trasparenza nei confronti della comunità civile ed ecclesiale”.

Ordinato sacerdote nel 1997, don Marco aveva prestato servizio nella parrocchia di Castelletto Ticino sino al 2009. Le indagini devono ora accertare se altri episodi analoghi si siano verificati anche a Omegna, dove il sacerdote era coadiutore dell’oratorio della parrocchia. Proprio di recente don Marco aveva chiesto e ottenuto dal vescovo, monsignor Franco Giulio Brambilla, un periodo di distacco dagli impegni pastorali. La decisione del vescovo, precisa la diocesi nella nota, “era motivata da elementi per i quali non era possibile prevedere i successivi sviluppi”.

Da Il fatto quotidiano, articolo che puoi trovare qui

Spot nazionale contro la pedofilia Don Di Noto: “Ascoltiamo i bimbi”

Un migliaio di ragazzi delle scuole professionali in Piazza Università. “Chiediamo che il governo regionale e l’Ars inseriscano nel bilancio, che stanno approvando, le somme per i centri”. Cinque scuole salesiane in attesa di liquidità da sei mesi. GUARDA LO SPOT

Catania – Una bambina che corre fra l’asfalto del centro storico etneo alla ricerca di un luogo sicuro. Un luogo lontano dai meccanismi spesso troppo contorti dell’odierna società. Un portone di una chiesa, quella del Carmelo, che diventa il posto in cui Aurora può trovare pace tra le braccia protettive di una madre. Parte da Catania “Aiutare i bambini è un atto di fede: non ignorarli”. Il progetto che fa parte della rosa di iniziative messe in moto da Padre Fortunato di Noto, presidente dell’associazione Meter, nella sua campagna contro la pedofilia. Uno spot nazionale realizzato in occasione della XVII Giornata dei minori vittime della violenza e dello sfruttamento, sostenuto appieno da diversi artisti catanesi.

“La Catania cinematografica – spiega a Live Sicilia Catania Daniele Gangemi, regista dello spot – ha sposato la causa della Meter cercando di mettere a servizio della collettività la propria sensibilità e professionalità per veicolare un messaggio che intende richiamare l’attenzione non soltanto delle istituzioni siciliane ma anche di quelle nazionali”. Il filmato è ambientato interamente nella città etnea e vede la collaborazione della Film Commission del Comune. Protagoniste dello spot tutto al femminile sono la piccola Aurora Guido e Fioretta Mari, donna che accoglie la bambina proteggendola dai pericoli esterni.

“La pedofilia – ha commentato Padre Fortunato di Noto – credo sia ormai la terra di missione della nostra attività e partire sempre dalla Sicilia è un segnale positivo. Lo spot non è altro che la sintesi di un impegno di coscienza collettiva dato che gli artisti coinvolti, rinunciando ai propri compensi, hanno voluto offrire il proprio contributo mettendolo al servizio della società. è un progetto audace, che rappresenta il concetto dell’accoglienza. Perché una bambina che corre, attorniata da tanti edifici, si sofferma accanto ad un portone di una chiesa? Perché siamo cattolici o perché soprattutto una porta aperta la chiesa l’ha sempre avuta? Ci vuole fede nel credere che Meter nell’ultimo anno abbia denunciato oltre 60mila siti pedopornografici, ci vuole fede nel capire che siano tanti i bambini coinvolti nel mercato della pedocriminalità. Ci vuole fede nel comprendere che quando un minore lancia un messaggio forse occorre ascoltarlo”.

Nel cast di giovani talenti, lo scenografo Andrea Salomon, il direttore di fotografia Giuseppe Consales, il compositore Michele Catania e la sceneggiatrice Veronica Succi.

“Sono soddisfatto – ha dichiarato Raffaele Stancanelli, primo cittadino di Catania – di questa iniziativa. La produzione andrà su tutte le emittenti nazionali ma è stata concepita a Catania grazie alla sensibilità di Don di Noto, punto di riferimento forte per la lotta alla pedofilia, e alla professionalità di Marcello La Bella che ha trasformato il suo lavoro in una missione a favore dei bambini”.

E giusto sulla valenza di progetti del genere si è soffermato La Bella. “Uno spot – ha commentato il dirigente della polizia postale – può aiutare tanto a combattere la lotta contro la pedofilia: in pochi secondi riesce a lanciare un allarme, entrando nella memoria delle persone e soprattutto dei bambini. Catania si conferma nel trend nazionale dato che non esiste una regione in cui vi siano più pedofili rispetto ad un’altra. Tale problematica sociale rimane, difatti, una piaga che colpisce trasversalmente il territorio”.

Venerdì 19 Aprile 2013 – 13:52 di Siana Vanella