Mese: agosto 2013

Quelle donne iraniane sedute per terra: immagini che fanno indignare

http://27esimaora.corriere.it/articolo/quelle-donne-iraniane-sedute-per-terra-le-immagini-che-ci-fanno-indignare/

 

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AGO
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Una conferenza stampa in Iran: gli uomini tutti comodi sulle sedie, le donne accovacciate a terra. Discriminazione o sovraffolamento?

Quelle donne iraniane sedute per terra:
immagini che fanno indignare


Indignarsi per una immagine, nell’era dei social network, è un atteggiamento sempre più comune. L’ultimo caso riguarda questa foto che mostra un gruppetto di giornaliste iraniane, sedute per terra, durante una conferenza stampa, mentre gli uomini sono accomodati sulle sedie. Non che manchino le ragioni di indignazione per le donne iraniane, che spesso hanno sollevato la questione delle disuguaglianze nella Repubblica Islamica. È facile però prendere le immagini fuori dal loro contesto. In questo caso, è proprio quello che è accaduto secondo l’agenzia stampa iraniana Mehr, che in risposta all’indignazione, ha pubblicato sul suo sitoaltre foto di quella sala affollata, durante un incontro al ministero degli Esteri di Teheran, per illustrare che c’erano anche molti giornalisti e ospiti uomini rimasti in piedi, e per dimostrare dunque che la sola ragione per cui quelle donne erano accovacciate per terra non è la discriminazione ma il sovraffollamento (ma si potrebbe sollevare un’altra critica, guardando tutte le foto, e cioè le donne nella sala, sono davvero poche).
La Repubblica islamica attribuisce spesso le critiche alla malafede e al doppio standard occidentale nei confronti dell’Iran (in questo caso ad un atteggiamento anti-sciita). Una cosa è vera:  noi occidentali a volte dimentichiamo che è in atto una battaglia locale (di potere e di informazione) nella regione, che si è ampiamente diffusa anche sui social network. Non va dimenticato nemmeno che nell’Arabia Saudita sunnita, arcinemica dell’Iran ma alleata occidentale, le donne alle conferenze a volte non ci sono proprio tra il pubblico (ma anche in questo caso, le immagini che circolano in Rete non sono sempre vere).
Non significa che bisogna smettere di indignarsi, ma che bisogna fare lo sforzo di non fermarsi alle immagini ma di scavare a fondo.
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spot francese contro la violenza educativa

Sono gay, tutti mi prendono in giro”: si uccide a 14 anni gettandosi dal terrazzo

La tragedia a Roma. L’ultimo messaggio alla famiglia: scusatemi. Si sentiva escluso anche dalla sua comitiva. Al vaglio gli sms inviati agli amici. Aperto un fascicolo contro ignoti, non si esclude l’accusa di istigazione al suicidio

di EMILIO ORLANDO

Lo leggo dopo
"Sono gay, tutti mi prendono in giro":  si uccide a 14 anni gettandosi dal terrazzo
Una manifestazione di solidarietà per un ragazzo suicida del liceo Cavour di Roma 

ROMA – “Sono omosessuale, nessuno capisce il mio dramma e non so come farlo accettare alla mia famiglia”. Due messaggi, uno su un foglio di carta, l’altro su una pen drive. Poi la decisione di farla finita. Ha deciso così di togliersi la vita un quattordicenne, gettandosi dal terrazzo condominiale, la scorsa notte, a Roma.

L’ennesimo dramma nella capitale, che arriva dopo la morte lo scorso novembre di un quindicenne gay trovato appeso a una corda nel bagno di casa dei nonni, e dopo il tentativo di suicidio di un altro adolescente che si è lanciato dalla finestra dell’istituto romano che frequentava, durante la ricreazione.

GLI AMICI: “NON CI SIAMO ACCORTI DI NULLA”

Prima di compiere il tragico gesto due sere fa, il giovane ha lasciato due messaggi in cui chiedeva scusa alla famiglia e spiegava che la decisione di farla finita era legata alla sua omosessualità. Quelle lettere raccontano di derisioni e prese in giro da parte di alcuni coetanei che lo avevano addirittura escluso dalla comitiva. La morte del ragazzino è avvenuta dopo le 2 di venerdì notte in una stradina della borgata romana di San Basilio. A dare l’allarme al 113 un giovane che stava rientrando a casa e ha visto il corpo dell’adolescente a terra nel parco giochi.

LE ASSOCIAZIONI: “OMOFOBIA E’ EMERGENZA, SUBITO LEGGE”

Quando il medico legale è arrivato sul posto ha subito escluso qualsiasi ipotesi di delitto. E non appena la polizia è salita in casa del giovane ha trovato i messaggi e ha ricostruito la dinamica della morte: l’adolescente prima si è provocato dei tagli alle braccia e all’inguine. Poi è salito sulla terrazza condominiale e si è lanciato nel vuoto da un’altezza di 20 metri.

I genitori non trovandolo in camera si sono preoccupati e sono scesi in strada. Solo in quel momento hanno capito cosa era successo al figlio e il peso che si portava dentro. Un gesto estremo che forse meditava da tempo per le difficoltà che aveva avuto a confrontarsi con i suoi coetanei e con la famiglia. I poliziotti del commissariato San Basilio non hanno trattenuto le lacrime davanti a quella scena così drammatica. Alcuni passanti e frequentatori notturni del “Max Bar”, un locale aperto tutta la notte che sta proprio davanti al parco dove il cadavere è stato ritrovato, sono stati ascoltati dagli inquirenti per accertare l’esatta dinamica dei fatti.

Le indagini, però, non si sono fermate al solo suicidio: al vaglio degli investigatori ci sarebbero anche alcuni sms inviati dalla vittima ad alcuni amici dove raccontava il suo disagio, e in cui diceva che gli sfottò continui, da parte di bulli del quartiere e della comitiva riguardo alla sua omosessualità, lo sottoponevano a umiliazioni continue.

Se si tratti di cyber bullismo o atti di omofobia lo accerteranno le indagini della procura di Roma che per il momento ha aperto un fascicolo contro ignoti. Non è escluso che si possa arrivare a ipotizzare il reato di istigazione al suicidio. I genitori del quattordicenne, entrambi dipendenti statali, non si danno pace per quanto accaduto al figlio. Un episodio che riporta alla mente il suicidio di un altro adolescente avvenuto nella capitale a novembre del 2012. Secondo la denuncia del portavoce di “Gay Center”, Fabrizio Marrazzo, il giovane trovato appeso a una corda nel bagno di casa era stato emarginato dagli amici. Su Facebook era stato creato un profilo con cui lo denigravano perché ”colpevole” di mettere lo smalto sulle unghie e di vestire di rosa e con colori vivaci.

A Novara invece, all’inizio anno, si era

consumata un’altra tragedia legata a bullismo e omofobia. Una ragazzina di quattordici anni si era gettata dalla finestra dopo le continue vessazioni subite da alcuni suoi coetanei sui social network sempre perché gay.

È di qualche mese fa una lettera inviata a Repubblica di un ragazzino che desiderava morire proprio per la sua omosessualità, ma che poi ha scelto di vivere. Il caso esplose con forza, e a lui si interessarono anche esponenti del mondo politico.

FONTE: http://www.repubblica.it/cronaca/2013/08/11/news/sono_gay_tutti_mi_prendono_in_giro_si_uccide_a_14_anni_gettandosi_dal_terrazzo-64608534/

Mohammed VI revoca la grazia all’ex 007 pedofilo

re del marocco

Il Re del Marocco, Mohammed VI

Il buon senso e l’intelligenza sono doti che di certo non mancano a Mohammed VI. Il re del Marocco, infatti, ha deciso di annullare la grazia concessa, su richiesta della Spagna, a un ex 007 del regime di Saddam Hussein condannato a 30 anni di carcere e poi risultato essere accusato di pedofilia.

La sua liberazione, assieme ad altri prigionieri in concomitanza con la visita di Juan Carlos, aveva scatenato una polemica clamorosa in Marocco, Paese assai sensibile alla questione pedofilia e in cui gli esponenti dei diritti umani da tempo ormai sono sul piede di guerra contro le violazioni dei minori.

La decisione di revocare la grazia arriva al culmine di una giornata di fuoco, nella quale comunque Mohammed VI aveva deciso di aprire un’inchiesta sull’accaduto. Un episodio che aveva fatto discutere l’opinione pubblica mondiale sulla scelta del sovrano e su chi questa scelta fosse caduta: Mohammed VI, comunque, aveva chiarito subito di non essere a conoscenza del passato della persona e che quindi la cosa sarebbe stata risolta al più presto.

FONTE: http://www.italiaglobale.it/2013/08/05/mohammed-vi-revoca-la-grazia-allex-007-pedofilo-2/