Le VITTIME

L’abuso sessuale di cui i minori sono vittime è così definibile: “Il coinvolgimento di bambini e adolescenti, soggetti quindi immaturi e dipendenti, in attività sessuali che essi non comprendono ancora completamente, alle quali non sono in grado di acconsentire con totale consapevolezza o che sono tali da violare tabù vigenti nella società circa i ruoli famigliari”. Oltre l’esperienza in  ci sono strascichi importanti a carico del bambino che dipendono anche dalla tipologia di abuso subito: intrafamiliare, extrafamiliare, istituzionale (coloro a cui i bambini vengono affidati), di strada, di gruppi organizzati (come le sette) o per ragioni di lucro.

Le conseguenze sulle vittime della pedofilia sono estese e dipendono da svariati fattori: tipo di abuso(modalità di attuazione), relazione con l’abusante, frequenza, età del minore e sua maturità psico-fisica e dall’aiuto ricevuto. Secondo gli specialisti nell’immediato le vittime possono reagire in 3 modi diversi:

1.    Esprimere e agire all’esterno le emozioni e i sentimenti suscitati dal trauma
2.    Sviluppare tendenze autodistruttive
3.    Identificarsi con l’aggressore, diventando autore di abusi per controllare la propria paura.

Poiché la vittima è ancora in età di sviluppo un’esperienza del genere marchia il futuro adulto: tendenze suicide, autolesionismo, abuso di sostanze tossiche, disadattamento sociale e relazionale. Sono stati riscontrati problemi connotati secondo il genere: le donne sembrano più propense a sviluppare personalità con tratti borderline, stati depressvi e intolleranza alla frustrazione, mentre gli uomini mettono in atto comportamenti distruttivi e antisociali. Un’area sicuramente colpita è quella inerente ai comportamenti sessuali. I bambini abusati spesso lamentano disturbi sessuali di vario tipo come ipersessualità, confusione circa il proprio orientamento sessuale e comportamenti sessuali inadeguati.

Le conseguenze psicologiche 

Il danno psicologico non è ascrivibile solo alla sofferenza provata, ma è una compromissione durevole ed obiettiva che riguarda la personalità individuale nella sua efficienza, nel suo adattamento, nel suo equilibrio. Per parlare di danno psicologico è sufficiente l’alterazione di una funzionalità dell’Io. Nel caso delle vittime della pedofilia c’è un’alterazione oggettiva dello sviluppo causata anche dall’asimmetria del rapporto che richiede al soggetto debole un enorme sforzo per non restare sopraffatto dall’esperienza e integrarla nel suo Io. Una delle conseguenze più gravi è a carico della sfera affettiva, in quanto il bambino può considerare il rapporto sessuale come unica modalità per avere una relazione affettiva.

Le conseguenze dell’abuso intrafamiliare

I casi più frequenti di abusi nelle mura domestiche riguarda la diade padre-figlia, ma le possibilità sono diverse (padre-figlio, madre-figlio, madre-figlia, altri parenti). In questi casi non si assiste mai ad un singolo episodio, ed è probabile anche che vengano coinvolti più bambini.
Ad ogni modo il genitore può comportarsi in due modi contrapposti:
• un genitore violento aggrava le conseguenze dello stupro in quanto il suo ruolo improvvisamente cambia da protettore ad aggressore.
• Il genitore può assumere atteggiamenti seduttivi e ricatti affettivi. In questo caso il bambino sviluppa senso di colpa e disprezzo verso se stesso, sentendosi responsabile della situazione.
Nell’abuso intrafamiliare occorre sempre considerare che il trauma sarà doppio anche quando il bambino verrà colpito dal clamore ‘esterno’ suscitato della scoperta. Questo processo non sempre porta alla giustizia, ma alla disgregazione familiare e alla colpevolizzazione della vittima da parte di familiari e società.

 

tratto da http://www.crescita-personale.it di Francesca Cilento

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