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L’odio parte dalle tue parole

In occasione della Giornata Internazionale dei diritti umani, Rompere Le Catene realizza la campagna “L’odio parte dalle tue parole”.

Sono infatti le parole molto spesso a promuovere odio nei confronti dei singoli, ma molto più spesso in riferimento ad interi gruppi di persone o rispetto a condizioni fondamentali della persona. Il diritto fondamentale della libertà, dell’eguaglianza e pari opportunità viene così meno attraverso a semplici comportamenti di ciascuno.

Gli strumenti social hanno certamente diffuso più velocemente i discorsi d’odio e sono terreno fertile nel quale ciascuno sfoghi o promuova il seme dell’odio, della violenza e della discriminazione.

Per questo è importante essere consapevoli del potere delle nostre parole e della loro scelta. Nel parlare è bene quindi includere le altre e gli altri, superare stereotipi e pregiudizi e usare modalità non violente.

La pace, la libertà e l’uguaglianza riguardano i comportamenti di ciascuno, ogni giorno.

Giornata Internazionale delle persone con disabilità

Dichiarazione del Presidente Mattarella in occasione della Giornata internazionale per i diritti delle persone con disabilità

Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha rilasciato la seguente dichiarazione:

«In occasione della Giornata internazionale per i diritti delle persone con disabilità, desidero esprimere attenzione e vicinanza ai nostri concittadini che presentano disabilità, ai loro familiari e a tutti coloro – professionisti e volontari – che se ne occupano quotidianamente con competenza e dedizione.

È indubbio che la difficile condizione dovuta alla pandemia sta creando disagi e difficoltà a tutti, anche per via delle necessarie ma dolorose restrizioni nella mobilità e nei contatti sociali. Ma queste diventano un impedimento assai più grave per persone che si trovano già a convivere con difficoltà di movimento o di relazione.

Se l’isolamento per le esigenze sanitarie è di per sé una condizione pesante, può diventare un vero dramma se a provarlo sono persone con disabilità fisica o psichica.

Penso a chi ha bisogno continuo di assistenza, a chi vive negli istituti, a chi in qualche modo dipende, per la sua esistenza quotidiana, da farmaci, macchinari o dal sostegno di altre persone.

Preoccupano le difficoltà e i rischi per ottenere l’assistenza e le cure ordinarie presso i presidi medici e ospedalieri, impegnati faticosamente a fronteggiare l’emergenza Covid.

Anche per eliminare queste conseguenze e per tornare a condizioni normali è necessario sconfiggere al più presto il virus, rispettando – malgrado i disagi anche gravi – le norme di comportamento contro il contagio.

La disabilità, personale o di un familiare, in molti casi è associata a condizioni precarie di reddito e di occupazione. L’accesso al mondo del lavoro delle persone con disabilità rappresenta un nodo centrale.

Particolarmente delicata è la condizione dei minori con disabilità. La pandemia acuisce la difficoltà di seguire le lezioni scolastiche. E la mancanza di relazioni con i docenti e coetanei, rischia di produrre ulteriori condizioni di emarginazione.

La disabilità è spesso, inevitabilmente, legata alla terza e alla quarta età. Questi anziani costituiscono, nella pandemia, una categoria particolarmente a rischio e patiscono molto la solitudine, la mancanza di dirette relazioni con familiari e conoscenti e la fatica nel gestire aspetti concreti della vita quotidiana.

L’Italia, in questi ultimi anni, ha compiuto molti passi avanti per temperare gli effetti delle disabilità e per promuovere l’autentico rispetto dei diritti delle persone che le presentano, impegnandosi ad abbattere barriere e ostacoli – fisici e anche culturali – che ne limitano le legittime aspirazioni.

L’Unione Europea, nel mese scorso, ha approvato una dichiarazione, impegnativa per gli Stati membri, per costruire insieme un’Europa inclusiva nei confronti delle persone con disabilità.

È tuttavia necessario – particolarmente in questa emergenza sanitaria – un impegno ancora maggiore per mantenere e migliorare i livelli di cura, di sostegno e di attenzione. Anche attraverso l’ascolto e il coinvolgimento, in questa preziosa attività, delle associazioni e delle organizzazioni che esprimono la voce delle persone con disabilità.

Il livello di civiltà di un popolo e di uno Stato si misura anche dalla capacità di assicurare alle persone con disabilità inclusione, pari opportunità, diritti e partecipazione a tutte le aree della vita pubblica, sociale ed economica».

 Roma, 03/12/2020

Progetto Genere

Rompere le catene si occupa di prevenire stereotipi e pregiudizi di genere, maschilismo e disparità di trattamento per le donne nel mondo del lavoro e nella vita.

“La violenza nei confronti delle donne è una violazione dei diritti umani e una forma di discriminazione specifica contro le donne, comprendente tutti gli atti di violenza fondati sul genere che provocano o sono suscettibili di provocare danni o sofferenze di natura fisica, sessuale, psicologica o economica, comprese le minacce di compiere tali atti, la coercizione o la privazione arbitraria della libertà, sia nella vita pubblica, che nella vita privata.” art. 2 Legge regionale 24 febbraio 2016, n. 4. Interventi di prevenzione e contrasto della violenza di genere e per il sostegno alle donne vittime di violenza ed ai loro figli.

All’interno del progetto sono previste azioni di assistenza, ascolto e aiuto alle donne vittime di violenza. Se sei vittima di violenza, stalking, molestie o forme di discriminazione Contattaci.

Link utili: Sportello Donna provinciale