Diritti Umani

Sul coprifuoco ai migranti richiesto dal Sindaco di Domodossola

 

cropped-image11.jpgComunicato Stampa

Di fronte alla richiesta del Sindaco Pizzi, abbiamo scritto al Prefetto per presentare la nostra preoccupazione per una misura che a nostro avviso mina quei diritti fondamentali riconosciuti dalla Dichiarazione fondamentale dei diritti umani e dalla nostra Costituzione. Siamo oltremodo preoccupati dalla disparità di trattamento dovuta alla provenienza geografica e quindi a condizioni fondamentali della persona, consapevoli di quanto le responsabilità penali siano in ogni caso individuali e non generalizzabili se non attraverso forme di pregiudizio e discriminazione.

Siamo certamente altrettanto allarmati per lo scarso grado di accoglienza, inclusione sociale e integrazione dei migranti sul nostro territorio e certamente sarebbe bene si aprisse una reale riflessione, soprattutto a livello nazionale, che possa avere ricadute pratiche e che possa partire non tanto da diffusi pregiudizi e disinformazioni quanto dalla realtà e dal rispetto della dignità umana.

La nostra associazione, nata per contrastare ogni forma di discriminazione e odio, primo fra queste proprio il razzismo, chiede che si ricominci a ripensare una cultura e un’educazione alla cittadinanza per tutte e tutti. Cittadinanza che non può che partire dai valori costituzionali e non dai pregiudizi.

Rompere le Catene è iscritta al Registro delle associazioni che svolgono attività nel campo della lotta alle discriminazioni presso il Dipartimento Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio dei Ministri e proprio al Dipartimento abbiamo inviato la segnalazione di quanto sta accadendo.

Siamo fiduciosi che i rappresentanti delle Istituzioni siano in grado di ristabilire un clima rispettoso dei diritti fondamentali di tutte e tutti.

Marco Coppola – Presidente Rompere Le Catene Onlus

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Parte la campagna “Liberi ed Eguali”: Rompi le catene dei pregiudizi e delle discriminazioni insieme a noi

liberi-ed-egualiIn occasione del 68° anniversario dell’approvazione della “Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo” da parte dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite (10 dicembre 1948),

Rompere Le Catene promuove la campagna “Liberi ed Eguali”, affissa a partire dal 5 dicembre a Verbania, Domodossola e Cannobio, e diffusa via web.

Tutti gli esseri umani nascono Liberi ed Eguali in dignità e diritti. Essi sono dotati di ragione e di coscienza e devono agire gli uni verso gli altri in spirito di fratellanza” recita il manifesto esattamente come il primo articolo della Dichiarazione.

La nostra associazione si occupa di promozione dei diritti umani e di contrasto alle diverse forme di discriminazione ancora purtroppo presenti” dichiara il presidente Marco Coppola e continua “Vediamo anche nella nostra provincia persistere diverse forme di pregiudizio e discriminazione ma siamo convinti che ci siano molte persone che, insieme a noi, desiderano combattere e riaffermare una cultura dell’inclusione, del rispetto e del valore di ogni differenza.” La campagna intende infatti promuovere l’adesione alle iniziative e ai valori dell’associazione e al reclutamento di nuovi volontari che siano esempio di una cittadinanza attiva, consapevole e inclusiva.

Di fronte ad una cultura dominante spesso ancora poco pronta a confrontarsi con le differenze presenti nella nostra società – diversità di genere, età, condizioni di salute, orientamento sessuale e identità di genere, religione, lingua, nazionalità, cultura, provenienza geografica – è necessario lavorare ogni giorno per riaffermare quei diritti fondamentali che sono alla base della reciproca conoscenza, comprensione e convivenza. E’ fondamentale andare oltre l’omologazione, gli stereotipi e i pregiudizi. E’ necessario contrastare sempre più le diverse forme di odio e discriminazione.

Rompere le Catene organizza a partire da gennaio 2017 il Corso Base per Volontari. Per maggiori info e iscrizione è possibile scrivere a staff@10dicembre.com oppure visitare il sito www.10dicembre.com.

Rompi le catene dei pregiudizi e delle discriminazioni insieme a noi!

Il manifesto della campagna si trova qui: 70x100_10dicembre_def

 

Stop Diseguaglianza – 10 dicembre – Giornata dei Diritti Umani

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Origine etnica e sociale, lingua, genere, età, orientamento sessuale, religione, disabilità, opinione, condizioni socio-economiche

SONO RICCHEZZE DA PROTEGGERE E VALORIZZARE

NON DOVREBBERO ESSERE OGGETTO DI PREGIUDIZIO, ESCLUSIONE E DISCRIMINAZIONE

GLI ALTRI NON DEVONO ESSERE COME TE PER AVERE I TUOI STESSI DIRITTI. Ognuno è diverso dall’altro, tutti meritiamo pari dignità e diritti.

LOTTA INSIEME A NOI PER COMBATTERE DISEGUAGLIANZA E DISCRIMINAZIONE.

 

10 dicembre: Giornata dei Diritti Umani

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Ricorre oggi l’anniversario di quel 10 Dicembre 1948, il giorno in cui l’Assemblea Generale dell’Onu approvò la Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo.

Art. 1 Tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti. Essi sono dotati di ragione e di coscienza e devono agire gli uni verso gli altri in spirito di fratellanza.

Libertà, eguaglianza e fratellanza sono i tre grandi spiriti della democrazia. I tre grandi diritti fondamentali che attraverso la Dichiarazione intendiamo riconoscere come propri di ogni essere vivente. Non hanno bisogno quindi di essere deliberati o concessi da questo o quel potere politico, ma ogni Istituzione ha il dovere di riconoscerli in quanto tali.

Queste tre parole possono oggi sembrare ad alcuni retoriche. La Dichiarazione nacque infatti dall’orrore prodotto durante la seconda guerra mondiale e lo scorrere del tempo ha reso lontane la dittatura, il totalitarismo e la guerra; con esse sembra essersi allontanata anche l’importanza dei diritti fondamentali stessi. Pensiamo oggi ai paesi che vivono ancora la guerra, alle nazioni che ancora devono riconoscere diritti fondamentali, ragioniamo su quei popoli che subiscono ancora il terrore della guerra e l’oppressione del dittatore. Ancora moltissime persone al mondo non si vedono riconosciuti diritti fondamentali come l’eguaglianza, la libertà, la pace e la partecipazione democratica.

Ma un pensiero dovremmo farlo anche su quei paesi come il nostro; nazioni che hanno sancito, attraverso le proprie carte costituzionali e le proprie norme, quei principi fondamentali che oggi vengono ricordati. Siamo davvero liberi? E’ la nostra una democrazia compiuta? Siamo davvero tutte e tutti uguali davanti alla legge? Abbiamo le stesse opportunità?

E una riflessione ancora più importante dovremmo farla su noi stessi come persone e cittadini. Quanto siamo portatori di quei valori civili, laici e democratici che la Dichiarazione elenca? E quanto invece siamo noi i primi a cadere nell’errore del sessismo, del razzismo e delle diverse forme di prevaricazione e discriminazione? Quanto promuoviamo la pace al posto della violenza nella vita di tutti i giorni? Quanto siamo disposti a dare solidarietà umana all’altro che è diverso da noi per qualcosa?

A noi il compito di decidere ogni giorno se distruggere quei diritti che sono stati conquistati per noi con enormi perdite e sofferenze, oppure se promuovere il seme della democrazia il cui frutto non è mai dato per scontato. Per questo oggi più che mai abbiamo l’obbligo di ricordare il senso critico necessario a ragionare su questi temi, il senso critico che è l’unico a poter decostruire stereotipi e conformismo che ci fanno credere di essere nella direzione giusta solo perché è la direzione che seguono tutti, il senso critico che è l’unico a poter promuovere il dubbio che è alla base di ogni miglioramento personale e sociale. Solo impegnandoci possiamo difendere oggi e ovunque quell’eguaglianza, quella libertà e quella fratellanza che dovrebbero sempre guidarci.

Marco Coppola – presidente di Rompere Le Catene Onlus -10dicembre.org