AMBIENTE

Firma la petizione: CHIEDIAMO AIUTO PER L’AMBIENTE E PER GLI ANIMALI SELVATICI DEL VERBANO CUSIO OSSOLA

Rompere le Catene sostiene la petizione promossa dal dott. Uberto Calligarich rivolta al Presidente della Regione Piemonte in merito alla tutela dell’ambiente e degli animali selvatici, e al ruolo fondamentale della polizia provinciale.

Firma anche tu la petizione!

Per leggere e firmare clicca qui

Riportiamo il Testo della petizione:

La polizia provinciale del VCO è indispensabile

Una provincia che vanta come principale fonte di attrattiva turistica la bellezza e la complessità del suo ambiente che va dal lago alla montagna – la seconda provincia italiana per ricchezza di specie e quindi per biodiversità – non può permettersi di lasciare questo patrimonio incustodito.

Non è accettabile che non vi sia la possibilità di dotare gli undici agenti della polizia provinciale del Verbano Cusio Ossola di mezzi e attrezzature adeguati al ruolo che devono ricoprire: dal monitoraggio del territorio alla tutela dai reati ambientali, dall’antibracconaggio alla prevenzione della pesca di frodo nelle acque lacustri e fluviali fino al soccorso alla fauna selvatica ferita, tantissimi sono i ruoli che i nostri agenti svolgono a tutela di questa magnifica provincia.

La polizia provinciale non ha più automezzi a disposizione per tutelare il nostro patrimonio ambientale ed affrontare le richieste del territorio: negli ultimi 2 anni si contano 147 interventi per sinistri stradali con animali selvatici, 103 sopralluoghi per controlli alle centraline idroelettriche, 107 sanzioni in materia di caccia e pesca, 453 ritrovamenti di animali selvatici, 39 recuperi ittici, oltre a 21 interventi per ricerca di persone disperse e 39 giornate per interventi di pubblica sicurezza. E adesso, perché non ci sono più mezzi, non possono più svolgere questi servizi.

Chiedo a chi ama la bellezza del Lago Maggiore e delle sue montagne e condivide questo messaggio di firmare la petizione.

Chiediamo alla Regione Piemonte di intervenire urgentemente per consentire ai nostri agenti di continuare il loro lavoro nell’interesse della collettività.

Dott. Uberto Calligarich

Medico Veterinario

Annunci

Vota SI al referendum NO TRIVELLE

  • VOTANDO SÌ

    diamo una scadenza certa alle concessioni di petrolio e gas in mare entro le 12 miglia dalla costa. La vittoria del referendum cancellerà l’ennesimo regalo fatto alle compagnie petrolifere grazie all’approvazione della Legge di Stabilità 2016, che permette loro di estrarre petrolio e gas nei nostri mari entro le 12 miglia, senza alcun limite di tempo. Se vince il SI, sarà ripristinata la norma precedente che prevede una scadenza temporale per ogni concessione.

  • VOTANDO SÌ

    non rinunciamo a una risorsa strategica. Il contributo delle attività estrattive entro le 12 miglia sono pari al 3% dei nostri consumi di gas e meno dell’1% di petrolio: quantitativi ridicoli per i nostri fini energetici, a fronte di rischi incalcolabili. Un contributo energetico che è abbondantemente compensato dal calo dei consumi in atto e che non comporterebbe alcun aumento di importazione. Se vince il SI, il popolo italiano dirà che questo gioco non vale la candela.

  • VOTANDO SÌ

    ci riappropriamo del nostro mare. Attualmente, solo le compagnie petrolifere che operano entro le 12 miglia godono del privilegio di concessioni a tempo indeterminato. Nessuna concessione di un bene dello Stato può essere affidata a un privato senza limiti di tempo, come prevede anche la normativa comunitaria. Se vince il SI, sarà ripristinata la data di scadenza delle concessioni e il bene pubblico resterà tale.

  • VOTANDO SÌ

    diamo più forza alle fonti rinnovabili, già oggi concrete. Le energie rinnovabili coprono il 40% dei consumi elettrici del nostro Paese. Le rinnovabili sono sempre più efficienti e rappresentano la prima voce di investimento nel mondo. Ad esempio, incentivando il biometano, potremmo ricavare una quantità di gas 4 volte maggiore a quello estratto nei mari italiani entro le 12 miglia. Se vince il SI, potremo finalmente puntare sulle rinnovabili e non più sulle fossili.

  • VOTANDO SÌ

    diminuiamo i rischi e abbiamo garanzie sulla dismissione degli impianti. Non dare scadenza temporale alle concessioni vuol dire anche lasciare nel mare piattaforme e pozzi a tempo indeterminato. Questo aumenta di molto il rischio di incidenti. Se vince il SI, avremo la garanzia che le compagnie, una volta scaduta la concessione, smantellino piattaforme, pozzi e tutte le infrastrutture, come previsto dalla legge.

  • VOTANDO SÌ

    cancelliamo i privilegi di cui godono le lobby petrolifere. Il 70% delle concessioni produttive oggetto del referendum non paga le royalties, perché estrae un quantitativo minore della franchigia prevista dalla legge. Il risultato è che nulla è versato nelle casse dello Stato. Se vince il SÌ, elimineremo questi privilegi e non continueremo a “svendere” il nostro mare.

  • VOTANDO SÌ

    fermiamo le trivellazioni ancora consentite nelle 12 miglia dalla costa. Oggi nel nostro Paese non è possibile ottenere nuovi permessi per trivellare entro le 12 miglia. Ma nulla impedisce che, nell’ambito delle concessioni già rilasciate e attualmente senza scadenza,siano installate nuove piattaforme e perforati nuovi pozzi, come nel caso delle piattaforme VegaB nel canale di Sicilia e Rospo Mare in Abruzzo. Se vince il SI, elimineremo il pericolo di nuove trivellazioni entro le 12 miglia.

  • VOTANDO SÌ

    creiamo altra occupazione nel settore energetico, quello rinnovabile e dell’efficienza. Non sarà il referendum a mettere a rischio i posti di lavoro del settore di estrazione di petrolio e gas, comparto già in crisi da tempo: il 35% delle compagnie petrolifere sono già ad alto rischio fallimento, visto il crollo del prezzo del petrolio. Se vince il SI, possiamo dare gambe alle rinnovabili, raggiungendo i risultati della Germania con 400mila occupati nel settore.

  • VOTANDO SÌ

    diamo un contributo alla lotta ai mutamenti climatici. Alla COP21 di Parigi dello scorso dicembre, il Governo italiano – insieme ad altri 194 paesi – ha sottoscritto uno storico impegno a contenere la febbre della Terra entro 1,5 gradi centigradi, dichiarando fondamentale l’abbandono dell’utilizzo delle fonti fossili. Se vince il SI, “almeno” il popolo italiano sarà coerente con questo impegno.

  • VOTANDO SÌ

    difendiamo il nostro diritto a decidere sulle scelte importanti del nostro Paese.

fonte: http://www.legambiente.it/partecipa/notrivelle-votasi/

Giornata della Terra 2015, obiettivo: “Compiere due miliardi di azioni verdi” – Il Fatto Quotidiano

Giornata della Terra 2015, obiettivo: “Compiere due miliardi di azioni verdi”

Dagli Stati Uniti all’Asia, dall’Africa all’Europa, 2 miliardi di azioni ‘verdi’ per celebrare il nostro pianeta. Compie 45 anni l’Earth Day, la festa mondiale dedicata alla Terra, che dal 1970 a oggi, ogni 22 aprile, attraversa 192 paesi e milioni di città per rilanciare il tema della salvaguardia dell’ambiente. Un’iniziativa nata come movimento universitario negli anni in cui l’America era governata da J.F Kennedy e alla radio erano trasmessi i brani dei Beatles, poi germogliata in seguito al disastro ambientale al largo della baia di Santa Barbara in California, e infine istituzionalizzata dalle Nazioni Unite, in grado di raccogliere, anno dopo anno, l’adesione di tutti e cinque i continenti, e di catalizzare la partecipazione di miliardi di persone in tutto il mondo.

viaGiornata della Terra 2015, obiettivo: “Compiere due miliardi di azioni verdi” – Il Fatto Quotidiano.