RAZZISMO

Sul coprifuoco ai migranti richiesto dal Sindaco di Domodossola

 

cropped-image11.jpgComunicato Stampa

Di fronte alla richiesta del Sindaco Pizzi, abbiamo scritto al Prefetto per presentare la nostra preoccupazione per una misura che a nostro avviso mina quei diritti fondamentali riconosciuti dalla Dichiarazione fondamentale dei diritti umani e dalla nostra Costituzione. Siamo oltremodo preoccupati dalla disparità di trattamento dovuta alla provenienza geografica e quindi a condizioni fondamentali della persona, consapevoli di quanto le responsabilità penali siano in ogni caso individuali e non generalizzabili se non attraverso forme di pregiudizio e discriminazione.

Siamo certamente altrettanto allarmati per lo scarso grado di accoglienza, inclusione sociale e integrazione dei migranti sul nostro territorio e certamente sarebbe bene si aprisse una reale riflessione, soprattutto a livello nazionale, che possa avere ricadute pratiche e che possa partire non tanto da diffusi pregiudizi e disinformazioni quanto dalla realtà e dal rispetto della dignità umana.

La nostra associazione, nata per contrastare ogni forma di discriminazione e odio, primo fra queste proprio il razzismo, chiede che si ricominci a ripensare una cultura e un’educazione alla cittadinanza per tutte e tutti. Cittadinanza che non può che partire dai valori costituzionali e non dai pregiudizi.

Rompere le Catene è iscritta al Registro delle associazioni che svolgono attività nel campo della lotta alle discriminazioni presso il Dipartimento Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio dei Ministri e proprio al Dipartimento abbiamo inviato la segnalazione di quanto sta accadendo.

Siamo fiduciosi che i rappresentanti delle Istituzioni siano in grado di ristabilire un clima rispettoso dei diritti fondamentali di tutte e tutti.

Marco Coppola – Presidente Rompere Le Catene Onlus

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Fiaccolata “Luci fra le Ombre” sabato 28/01 a Verbania

Anche Rompere Le Catene sarà presente alla Fiaccolata “Luci fra le Ombre”.

Accogliamo l’invito alla partecipazione di questo momento che intende manifestare quella solidarietà e quella cultura di inclusione che dovrebbe essere propria di ogni società civile. La nostra associazione si occupa ogni giorno di contrasto alle diverse forme di discriminazione tra cui anche il razzismo e crediamo sia importante promuovere sempre quell’eguaglianza di ogni essere umano, fondamento dei valori democratici e del vivere comune.
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IX Settimana d’azione contro il razzismo – UNAR

ACCENDI LA MENTE, SPEGNI IL PREGIUDIZIO! Vai sul sito   http://www.unar.it/unar/portal/?page_id=1976

e scopri le iniziative in tutta Italia. Insieme contro il razzismo e le altre discriminazioni. In un momento dove spesso sembra prevalere il buio della discriminazione e dell’intolleranza, dai un segnale anche tu.

Colorati anche tu di arancione per la Settimana d’Azione contro il razzismo, cambia la tua foto profilo con questa:

accendi

 

 

 

 

 

 

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Insulti a Kyenge, Calderoli è indagato

Insulti a Kyenge, Calderoli è indagato:
“Diffamazione e discriminazione razziale”

Il vicepresidente leghista del Senato sotto inchiesta a Bergamo per la frase offensiva nei confronti del ministro dell’Integrazione. L’ipotesi di reato: diffamazione aggravata dalla discriminazione razziale etnica o religiosa

 TRATTO DA REPUBBLICA.IT di MARA MOLOGNI

Dopo gli insulti lanciati al ministro Cecile Kyengedal palco della festa della Lega a Treviglio, nel Bergamasco, Roberto Calderoli, vicepresidente leghista del Senato, è indagato per diffamazione con l’aggravante della discriminazione razziale. La notizia è confermata dal procuratore bergamasco Francesco Dettori, che ha deciso di procedere sulla base seguito all’esposto presentato dal Codacons ai tribunali di Roma e di Bergamo, poi integrato dal materiale documentario raccolto in questi giorni. Secca la replica di Calderoli: “Essendoci due denunce a mio carico, l’indagine è un atto dovuto”.

Il Codacons aveva chiesto di “accertare se nelle dichiarazioni del vicepresidente Calderoli nei confronti del ministro Kyenge” fossero “ravvisabili lesioni dell’ordine pubblico e della dignità umana”. E, ancora, “responsabilità e fattispecie penalmente rilevanti quali istigazione all’odio razziale ed ingiuria a un organo costituzionale”. Sotto accusa le parole del senatore: “Quando vedo le immagini della Kyenge, non posso non pensare alle sembianze di un orango”. Parole che secondo gli inquirenti non solo sarebbero diffamanti nei confronti del ministro, ma rientrerebbero nei casi previsti dall’aggravante della discriminazione etnica e razziale (un reato per cui è possibile procedere d’ufficio).

La Procura bergamasca ha voluto valutare attentamente la vicenda, prima di iscrivere il senatore nel registro degli indagati: decisiva è stata l’acquisizione dell’audio del comizio. LIl fascicolo è stato affidato ai pm Maria Cristina Rota e Gianluigi Dettori. E sempre il Codacons ha chiesto di sospendere Calderoli dagli incarichi istituzionali. Il presidente dell’associazione, Carlo Rienzi, spiega: “Ci attendiamo un provvedimento dal collegio dei questori del Senato”.