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Parte la campagna “Liberi ed Eguali”: Rompi le catene dei pregiudizi e delle discriminazioni insieme a noi

liberi-ed-egualiIn occasione del 68° anniversario dell’approvazione della “Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo” da parte dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite (10 dicembre 1948),

Rompere Le Catene promuove la campagna “Liberi ed Eguali”, affissa a partire dal 5 dicembre a Verbania, Domodossola e Cannobio, e diffusa via web.

Tutti gli esseri umani nascono Liberi ed Eguali in dignità e diritti. Essi sono dotati di ragione e di coscienza e devono agire gli uni verso gli altri in spirito di fratellanza” recita il manifesto esattamente come il primo articolo della Dichiarazione.

La nostra associazione si occupa di promozione dei diritti umani e di contrasto alle diverse forme di discriminazione ancora purtroppo presenti” dichiara il presidente Marco Coppola e continua “Vediamo anche nella nostra provincia persistere diverse forme di pregiudizio e discriminazione ma siamo convinti che ci siano molte persone che, insieme a noi, desiderano combattere e riaffermare una cultura dell’inclusione, del rispetto e del valore di ogni differenza.” La campagna intende infatti promuovere l’adesione alle iniziative e ai valori dell’associazione e al reclutamento di nuovi volontari che siano esempio di una cittadinanza attiva, consapevole e inclusiva.

Di fronte ad una cultura dominante spesso ancora poco pronta a confrontarsi con le differenze presenti nella nostra società – diversità di genere, età, condizioni di salute, orientamento sessuale e identità di genere, religione, lingua, nazionalità, cultura, provenienza geografica – è necessario lavorare ogni giorno per riaffermare quei diritti fondamentali che sono alla base della reciproca conoscenza, comprensione e convivenza. E’ fondamentale andare oltre l’omologazione, gli stereotipi e i pregiudizi. E’ necessario contrastare sempre più le diverse forme di odio e discriminazione.

Rompere le Catene organizza a partire da gennaio 2017 il Corso Base per Volontari. Per maggiori info e iscrizione è possibile scrivere a staff@10dicembre.com oppure visitare il sito www.10dicembre.com.

Rompi le catene dei pregiudizi e delle discriminazioni insieme a noi!

Il manifesto della campagna si trova qui: 70x100_10dicembre_def

 

Rompere le Catene al Consiglio Regionale del Volontariato

imageSi è tenuta oggi, a Torino, la riunione di insediamento del Consiglio Regionale del Volontariato piemontese, presieduta dall’Assessore Augusto Ferrari. Il Consiglio è composto dai rappresentanti delle organizzazioni di volontariato della Regione, dai rappresentanti dei Centri Servizi di Volontariato territoriali, da rappresentanti delle province e da alcuni consiglieri regionali. Il 23 maggio, il Presidente della Regione Piemonte Sergio Chiamparino ha decretato la composizione del Consiglio Regionale del Volontariato. Nel nostro territorio, su proposta della Provincia del Verbano Cusio Ossola, sono stati nominati consiglieri Marco Coppola di Rompere le Catene onlus e Ronnie Bonomelli di AVAPO Domodossola. Per Rompere Le Catene è un onore poter far parte di quest’organismo e vista la disponibilità odierna dell’Assessore Ferrari per un coinvolgimento attivo del Consiglio, cercheremo di spingere affinché possano essere valorizzate le esperienze dell’associazionismo attraverso il sostegno delle Istituzioni regionali e di politiche sociali partecipate.

Vota SI al referendum NO TRIVELLE

  • VOTANDO SÌ

    diamo una scadenza certa alle concessioni di petrolio e gas in mare entro le 12 miglia dalla costa. La vittoria del referendum cancellerà l’ennesimo regalo fatto alle compagnie petrolifere grazie all’approvazione della Legge di Stabilità 2016, che permette loro di estrarre petrolio e gas nei nostri mari entro le 12 miglia, senza alcun limite di tempo. Se vince il SI, sarà ripristinata la norma precedente che prevede una scadenza temporale per ogni concessione.

  • VOTANDO SÌ

    non rinunciamo a una risorsa strategica. Il contributo delle attività estrattive entro le 12 miglia sono pari al 3% dei nostri consumi di gas e meno dell’1% di petrolio: quantitativi ridicoli per i nostri fini energetici, a fronte di rischi incalcolabili. Un contributo energetico che è abbondantemente compensato dal calo dei consumi in atto e che non comporterebbe alcun aumento di importazione. Se vince il SI, il popolo italiano dirà che questo gioco non vale la candela.

  • VOTANDO SÌ

    ci riappropriamo del nostro mare. Attualmente, solo le compagnie petrolifere che operano entro le 12 miglia godono del privilegio di concessioni a tempo indeterminato. Nessuna concessione di un bene dello Stato può essere affidata a un privato senza limiti di tempo, come prevede anche la normativa comunitaria. Se vince il SI, sarà ripristinata la data di scadenza delle concessioni e il bene pubblico resterà tale.

  • VOTANDO SÌ

    diamo più forza alle fonti rinnovabili, già oggi concrete. Le energie rinnovabili coprono il 40% dei consumi elettrici del nostro Paese. Le rinnovabili sono sempre più efficienti e rappresentano la prima voce di investimento nel mondo. Ad esempio, incentivando il biometano, potremmo ricavare una quantità di gas 4 volte maggiore a quello estratto nei mari italiani entro le 12 miglia. Se vince il SI, potremo finalmente puntare sulle rinnovabili e non più sulle fossili.

  • VOTANDO SÌ

    diminuiamo i rischi e abbiamo garanzie sulla dismissione degli impianti. Non dare scadenza temporale alle concessioni vuol dire anche lasciare nel mare piattaforme e pozzi a tempo indeterminato. Questo aumenta di molto il rischio di incidenti. Se vince il SI, avremo la garanzia che le compagnie, una volta scaduta la concessione, smantellino piattaforme, pozzi e tutte le infrastrutture, come previsto dalla legge.

  • VOTANDO SÌ

    cancelliamo i privilegi di cui godono le lobby petrolifere. Il 70% delle concessioni produttive oggetto del referendum non paga le royalties, perché estrae un quantitativo minore della franchigia prevista dalla legge. Il risultato è che nulla è versato nelle casse dello Stato. Se vince il SÌ, elimineremo questi privilegi e non continueremo a “svendere” il nostro mare.

  • VOTANDO SÌ

    fermiamo le trivellazioni ancora consentite nelle 12 miglia dalla costa. Oggi nel nostro Paese non è possibile ottenere nuovi permessi per trivellare entro le 12 miglia. Ma nulla impedisce che, nell’ambito delle concessioni già rilasciate e attualmente senza scadenza,siano installate nuove piattaforme e perforati nuovi pozzi, come nel caso delle piattaforme VegaB nel canale di Sicilia e Rospo Mare in Abruzzo. Se vince il SI, elimineremo il pericolo di nuove trivellazioni entro le 12 miglia.

  • VOTANDO SÌ

    creiamo altra occupazione nel settore energetico, quello rinnovabile e dell’efficienza. Non sarà il referendum a mettere a rischio i posti di lavoro del settore di estrazione di petrolio e gas, comparto già in crisi da tempo: il 35% delle compagnie petrolifere sono già ad alto rischio fallimento, visto il crollo del prezzo del petrolio. Se vince il SI, possiamo dare gambe alle rinnovabili, raggiungendo i risultati della Germania con 400mila occupati nel settore.

  • VOTANDO SÌ

    diamo un contributo alla lotta ai mutamenti climatici. Alla COP21 di Parigi dello scorso dicembre, il Governo italiano – insieme ad altri 194 paesi – ha sottoscritto uno storico impegno a contenere la febbre della Terra entro 1,5 gradi centigradi, dichiarando fondamentale l’abbandono dell’utilizzo delle fonti fossili. Se vince il SI, “almeno” il popolo italiano sarà coerente con questo impegno.

  • VOTANDO SÌ

    difendiamo il nostro diritto a decidere sulle scelte importanti del nostro Paese.

fonte: http://www.legambiente.it/partecipa/notrivelle-votasi/